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Periodico registrato presso il Tribunale di Ancona n. 13 del 10 maggio 2012

ISSN: 2280-756X

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Gli agricoltori attivi nelle Marche

Franco Sotte
Università Politecnica delle Marche

Agrimarcheuropa, n. 4, Settembre, 2014

Introduzione

Sulla questione dell’agricoltore attivo, già controversa a livello comunitario, in Italia si sono succedute diverse proposte con successive limature al ribasso del quadro di riferimento. Queste hanno via via allargato la lista dei potenziali beneficiari. La decisione finale (assunta il 29 luglio 2014, poco prima della scadenza imposta da Regolamento 1307/2013 del 1° agosto 2014), prevede la definizione di una lista nera nazionale di esclusi e le condizioni per poter essere considerato agricoltore attivo.
Non sono concessi pagamenti diretti, oltre ai soggetti individuati nell’articolo 9 del Regolamento n. 1307/2013 (aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti) anche a coloro che: (a) svolgono attività di intermediazione creditizia, (b) svolgono attività di intermediazione commerciale, (d) svolgono attività di assicurazione e/o riassicurazione, (d) sono enti pubblici (esclusi egli enti che svolgono attività di sperimentazione in campo agricolo come le aziende agrarie delle Università).
Per poter essere considerati agricoltori in attività occorre essere iscritti all’INPS come coltivatori diretti, coloni o mezzadri o come IAP (imprenditori agricoli professionali), o avere partita Iva attiva in campo agricolo (anche in possesso solo della partita Iva in campo agricolo per chi ha la maggior parte delle superfici ubicate in zone di montagna e/o svantaggiate e anche con dichiarazione annuale Iva se ubicato fuori dalle zone di montagna o svantaggiate).
Un regime particolare è previsto per gli agricoltori che ricevono pagamenti diretti sotto un determinato ammontare. Infatti è considerato attivo “per definizione” e non deve soddisfare le suddette condizioni chi riceve meno di 1.250 euro di aiuti all’anno fuori dalle zone di montagna e/o svantaggiate e chi riceve meno di 5.000 euro se localizzato nelle zone di montagna e/o svantaggiate.
L’interesse, quindi, è verificare l’efficacia della misura sugli agricoltori attivi nel selezionare solo quanti siano genuinamente impegnati nell’attività agricola (per usare un’espressione dall’ex-commissario all’agricoltura Cioloș) alla luce delle decisioni assunte dall’Italia.
Nel prosieguo di questo articolo vengono presentati alcuni risultati in merito derivanti da una indagine compiuta sui pagamenti effettivi erogati nel 2013. I dati discendono dalle rendicontazioni alla Commissione Europea sulla spesa PAC fornite dagli Stati membri L’articolo si conclude con qualche riflessione di sintesi.

Gli agricoltori attivi in Italia

In Italia su 1.189.192 beneficiari dei pagamenti diretti nel 2013 ben 761.876 (il 64,1 per cento) percepiva un importo inferiore a 1.250 euro (Figura 1). Questi agricoltori, secondo le nuove disposizioni, non soggiacciono alla regola dell’agricoltore attivo. Si tratta di una percentuale molto consistente di agricoltori attivi per default che di fatto svilisce il carattere selettivo della misura.

Figura 1 - Beneficiari dei Pagamenti Diretti nel 2013 per importi inferiori a 1.250 euro

 

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE

Ancora più evidente è l’effetto tutti inclusi operato dalla scelta di considerare ipso facto attivi tutti i percettori di importi fino a 5.000 euro nella aree di montagna e svantaggiate. Nel 2013 percepivano un importo inferiore a 5.000 euro (Figura 2) addirittura 1.031.740 beneficiari (l’86,8 per cento).

Figura 2 - Beneficiari dei Pagamenti Diretti nel 2013 per importi inferiori a 5.000 euro

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE

L’impatto delle scelte nazionali nelle Marche

In Figura 3 è possibile verificare l’effetto complessivo delle scelte compiute in merito alla questione dell’agricoltore attivo nelle Marche. Il 16,5% di tutti i beneficiari di Pagamenti diretti nel 2013 (5.971 soggetti in valore assoluto) percepiva come abbiamo visto somme inferiori a 300 euro, tali per cui incapperebbe in futuro nell’esclusione dovuta alla fissazione del pagamento minimo, a 250 euro nel 2015 e a 300 nel 2017. Altri 14.327 beneficiari (il 37 per cento) hanno ricevuto nel 2013 somme superiori a 300 euro ma inferiori a 1.250 per cui sarebbero considerati per definizione agricoltori attivi (nel senso che non dovrebbero dimostrare l’iscrizione all’INPS o il possesso di partita Iva).
Un altro gruppo di beneficiari pari al 13% del totale (4.854 in termini assoluti) ha percepito importi compresi tra 1.250 e 5.000 euro ma, poiché è localizzato nelle aree montane o svantaggiate, si trova anch’esso nella condizione di essere agricoltore attivo per definizione. Altri 7.368 soggetti hanno ricevuto anch’essi somme tra 1250 e 5000 euro, ma essendo localizzati fuori dalle aree montane o svantaggiate dovrebbero dimostrare la propria condizione di agricoltore attivo esibendo l’iscrizione all’INPS o il possesso della partita Iva e la dichiarazione annuale. Nella stessa condizione sono i restanti 6.285 agricoltori (16 per cento) che hanno ricevuto più di 5.000 euro di pagamenti diretti.
Gli ultimi 27 beneficiari (solo lo 0,07%) sono quelli che avendo percepito più di 150.000 euro nel 2013 potrebbero incappare nel taglio dovuto alla riduzione del pagamento diretto disposta dall’art. 11 del regolamento 1307/2013.

Figura 3 - Beneficiari dei Pagamenti Diretti nel 2013 suddivisi per categorie di importo percepito (numero e %)

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE

È interessante confrontare i risultati ora esposti in termini di beneficiari con quelli proposti nella Figura 4 riguardante i volumi complessivi di spesa pagati nel 2013 per le stesse suddivisioni degli importi individuali. Il peso davvero irrisorio della spesa risparmiata con l’imposizione del limite minimo di 250 euro nel 2015 e di 300 euro nel 2017 è rappresentato dalle due sottilissime fette appena visibili in alto nel grafico.
Il peso percentuale della spesa erogata nel 2013 a beneficiari che con le nuove regole risulterebbero attivi per definizione perché sopra 300 euro e sotto i limiti di 5.000 euro in montagna e nelle aree svantaggiate e 1.250 altrove è anch’esso particolarmente ridotto e pari al 15,5% del totale.
La fetta maggiore di tutta la spesa PAC per i pagamenti diretti nella regione Marche (123,5 milioni di euro) va agli agricoltori che debbono dimostrare di essere attivi o perché sopra 5000 euro o comunque sopra 1.250 fuori dalla montagna e dalle aree svantaggiate.

Figura 4 – Fondi erogati dei Pagamenti Diretti nel 2013 suddivisi per categorie di importo percepito (spersa in milioni di € e %)

 

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE

È interessante interrogarsi con la Figura 5 sulla localizzazione degli agricoltori “attivi per definizione”. Per ogni Comune è rappresentata la percentuale di beneficiari di pagamenti PAC nel 2013 che con le nuove regole non debbono possedere alcuna caratteristica aggiuntiva per beneficiare dei pagamenti diretti PAC. Ovviamente la concentrazione percentuale di questo tipo di soggetti è in generale nelle aree interne della regione. Alcune concentrazioni più accentuate si notano nell’interno della provincia di Ancona e nell’alta collina preappenninica delle province di Fermo ed Ascoli Piceno.

Figura 5 – La localizzazione degli agricoltori “attivi per definizione” nelle Marche (valori percentuali di “attivi per definizione” su beneficiari pagamenti diretti in totale)

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE

Di converso, in Figura 6 sono rappresentati gli agricoltori che per essere considerati attivi debbono dimostrare di essere iscritti all’INPS o in possesso di partita IVA. La loro localizzazione è soprattutto sulla costa ed in particolare nelle province di Ancona e Macerata, oltre che in alta montagna sui Sibillini

Figura 6 – La localizzazione dei beneficiari di pagamenti diretti nel 2013 che debbono dimostrare di essere agricoltori attivi nelle Marche (valori percentuali su beneficiari pagamenti diretti in totale)

Fonte: ns. elaborazione su relazioni spesa degli Stati membri all’UE 

Considerazioni conclusive

Dall’analisi compiuta, si evince chiaramente che, nella situazione data, ogni ipotesi di utilizzo della soluzione offerta dall’art. 9 del Regolamento 1307/2013 in chiave selettiva è di fatto comunque saltata. Gli agricoltori di una certa dimensione, come sono probabilmente quelli che percepiscono importi elevati di pagamenti diretti, sono spesso già iscritti all’INPS o hanno partita Iva. Ma niente esclude che possano prenderla eventualmente rinunciando all’esenzione ove il proprio giro d’affari sia inferiore a 7.000 euro. Rispetto alle precedenti versioni, è sparito infatti il vincolo, per coloro che hanno partita Iva in zone diverse da quelle montane e/o svantaggiate, di avere proventi superiori a 7.000 euro/anno. Viene meno così una delle novità della PAC 2014-2020 sulla quale si era più puntato nel dibattito preparatorio come una opportunità per scremare e discriminare tra imprese e non imprese e per indirizzare sia alle prime che alle seconde una politica più mirata e più a misura. 

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