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Periodico registrato presso il Tribunale di Ancona n. 13 del 10 maggio 2012

ISSN: 2280-756X

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Il ricambio generazionale in agricoltura

I figli degli agricoltori vogliono subentrare nelle aziende dei loro genitori?


Elisabetta Savarese
ISMEA

Agrimarcheuropa, n. 2, Giugno, 2012

Premessa

Il Gruppo di Lavoro Giovani della Rete Rurale Nazionale ha pianificato e realizzato un’indagine sulle “Potenzialità del subentro in agricoltura su scala familiare in Italia” (Rete Rurale Nazionale, 2011). Obiettivo dell’indagine è stato quello di rilevare le motivazioni che spingono i giovani, figli di conduttori agricoli, ad intraprendere o meno l’attività produttiva della loro famiglia.
L’indagine è stata condotta mediante interviste telefoniche ad un campione ragionato di 1.000 giovani di età compresa tra 18 e 39 anni; con riferimento alla regione Marche sono state realizzate 45 interviste.

 

Interesse a subentrare nell'azienda familiare

Dall’analisi emerge che circa il 30% dei figli di conduttori agricoli intendono in futuro subentrare nell’azienda agricola della propria famiglia. Dalle stime effettuate emerge che su 100 aziende agricole con un conduttore con almeno 55 anni ed almeno un figlio di età compresa tra 18 e 39 anni, ben 59 troverebbero una continuità su scala familiare. La gran parte degli ultra cinquantacinquenni però non ha figli giovani in grado di subentrare nell’azienda di famiglia; dalle stime fatte solo il 12% delle aziende con un conduttore con almeno 55 anni potrebbero beneficiare di questa “continuità generazionale”.
Per la Regione Marche si evidenzia una quota di ricambio su scala familiare in linea con i risultati emersi a livello nazionale. Si deve però rilevare che esiste una quota più elevata di indecisi (22% contro il 10% nazionale) (Figura 1). In un certo senso quindi se si mettessero in atto le azioni volte a colmare i principali ostacoli evidenziati che “frenano” i giovani nella scelta si potrebbero ottenere maggiori risultati.

Figura 1 - E' interessato in futuro a subentrare nella conduzione dell’azienda agricola? 

Fonte: Rete Rurale Nazionale, Indagine sul subentro su scala familiare, dicembre 2011

 

Le motivazioni per voler subentrare nell’azienda familiare

Perché un giovane, figlio di conduttore agricolo, si dichiara interessato a subentrare in azienda? Le motivazioni sono molteplici e non sempre riconducibili alle attese. Sicuramente il giovane vuole dare continuità al lavoro fatto dai propri genitori (51% delle preferenze espresse), ma apprezza anche il fatto di poter svolgere un lavoro autonomo (18%), a contatto con la natura (12%) e considera come positivi gli aspetti legati alla salubrità (9%). Contano dunque per i giovani aspetti legati alla qualità della vita. Mentre, al contrario di quanto ci si poteva attendere, la scelta di diventare agricoltore risulta meno legata a problemi oggettivi come quello di non avere altri sbocchi lavorativi (6%) o di poter disporre di un alloggio e dell’appoggio della propria rete familiare nella gestione della vita quotidiana (1%).
Nella Regione Marche viene ancora di più che a livello nazionale sottolineata l’importanza di offrire continuità all’impresa familiare (58%) e agli aspetti legati alla qualità della vita, quali il contatto con la natura (14%) e la salubrità della vita (11%), mentre viene dato minor peso al fatto che il lavoro di conduttore è un lavoro autonomo (11%) (Figura 2).

Figura  2 - Perché i giovani intendono subentrare nell’azienda della propria famiglia, % delle frequenze espresse ponderate (1)

Fonte: Rete Rurale Nazionale, Indagine sul subentro su scala familiare, dicembre 2011

 

Le motivazioni per non voler subentrare nell’azienda familiare

Le motivazioni dei giovani figli di agricoltori che non intendono in futuro diventare conduttori sono sia di tipo economico che legate ad una percezione negativa della qualità della vita.
A prescindere da coloro che svolgono o aspirano a svolgere una professione diversa da quella dell’agricoltore i giovani sottolineano che sono frenati dall’esistenza di una burocrazia eccessiva e dal fatto che le misure a sostegno non sempre sono appropriate a rispondere alle loro reali necessità.
Anche nella regione Marche troviamo al primo posto una motivazione di tipo economico per non voler diventare agricoltore (Figura 3). I giovani infatti ritengono che l’attività agricola non sia in grado di assicurare un reddito sufficiente. Da solo, questo fattore raccoglie il 43,5% delle preferenze espresse (contro il 47,8% a livello nazionale). La percezione negativa della vita rurale rappresenta per la regione e a livello nazionale il secondo fattore in termini di importanza (23,9% contro 21,4% delle preferenze espresse a livello nazionale). I giovani che non vogliono seguire la strada dei propri genitori ritengono che la vita in campagna richieda troppi sacrifici, grandi investimenti con ritorni che potrebbero arrivare solo nel lungo periodo e implichi la disponibilità di poco tempo libero per viaggi, vacanze e svago in generale.

Figura 3 - Perché i giovani non intendono subentrare nell’azienda della propria famiglia, % delle frequenze espresse ponderate (1)

Fonte: Rete Rurale Nazionale, Indagine sul subentro su scala familiare, dicembre 2011

Inoltre l’indagine mette in luce un gap informativo: spesso i giovani non conoscono o conoscono molto poco le agevolazioni a loro destinate. Infatti la maggioranza di loro non conosce la misura 112 e lo strumento di programmazione integrata a loro destinato (“pacchetto giovani”) previsti nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale o la misura nazionale del subentro attuata da Ismea.
Nella regione Marche la conoscenza degli strumenti a disposizione dei giovani non è migliore di quella rilevata a livello nazionale: il 64,4% degli intervistati non conosce nessuno dei tre strumenti (contro il 60,2% a livello nazionale); il 20% degli intervistati è però aggiornato su tutte e tre le tipologie di strumenti (contro il 24,5% a livello nazionale).
In Italia i giovani figli di agricoltori vengono a conoscenza delle agevolazioni per il subentro/primo insediamento, secondo l’indagine, in prevalenza grazie ai Centri di Assistenza Agricola (CAA), le Organizzazioni dei Produttori ed attraverso internet che rappresentano le fonti informative che si sono dimostrate più efficaci. Le fonti informative però variano notevolmente se esaminate a livello territoriale. Quelle più utilizzate nelle Marche sono internet, la televisione e i propri familiari.

 

Come  migliorare gli strumenti esistenti?

Cosa si deve fare secondo i potenziali beneficiari degli aiuti per migliorare gli strumenti esistenti? Quali tipologie di investimenti sono necessarie secondo i giovani che intendono subentrare nell’azienda familiare per supportarli nella prima fase della loro attività? Subito dopo gli investimenti dedicati all’adeguamento delle fasi di produzione e trasformazione delle produzioni, i giovani evidenziano una forte necessità di investire sul capitale umano (9% delle frequenze espresse nelle Marche, 35% a livello nazionale. Questa esigenza è sentita specialmente nelle regioni convergenza dove tale percentuale sale al 44%.
Tra le attività ritenute più utili a livello nazionale non strettamente legate ad investimenti di tipo materiale troviamo in ordine di importanza: corsi di formazione, aggiornamento su normativa e procedure, partecipazione a fiere, eventi, congressi e visite di studio.
Per favorire il ricambio generazionale nel nostro Paese si dovrà pensare sia ad interventi che incentivino da una parte il passaggio generazionale tra genitore e figli sia a progettare interventi che attirino nel settore forze nuove. Per far ciò occorre un impegno costante per supportare i giovani ad affrontare quella che rappresenta una delle maggiori barriere all’entrata del settore: rendere economicamente possibile l’accesso alla terra ad un giovane che voglia intraprendere questo mestiere supportandolo durante il periodo iniziale attraverso interventi che lo aiutino a rafforzare non solo l’impresa ma anche le sue capacità imprenditoriali e manageriali.
L’accesso al credito ed il supporto formativo rappresentano dunque due elementi chiave per l’entrata dei giovani nel settore agricolo. Il giovane andrebbe quindi accompagnato ed aiutato a sviluppare il proprio progetto d’impresa durante la fase di start up seguendolo durante i primi anni della sua attività, incentivandolo ad aderire a programmi di formazione, sia di tipo tradizionale che a distanza, costruiti in maniera modulare sulla base delle sue esigenze specifiche.
Si dovrebbero mettere in atto azioni volte a superare quelli che sono percepiti come i maggiori ostacoli all’accesso alle politiche indirizzate ai giovani: eccessiva burocrazia e scarsa informazione sulle opportunità offerte e sulle modalità da seguire. Agendo anche ridisegnando le azioni che durante la prossima programmazione saranno a favore dei giovani, favorendo strumenti che permettano loro di dedicare tempo alla formazione ed aumentino tempo libero e occasioni di svago. Inoltre è importante assicurare servizi per l’impresa come ad esempio l’accesso ad internet veloce, come anche servizi per la famiglia come ad esempio quelli di cura (asili nido, scuole).
Il Gruppo di Lavoro Giovani della Rete Rurale Nazionale insieme all’OIGA nel corso del 2012 per rispondere ad alcune delle esigenze emerse nel campo dell’informazione e la comunicazione stanno promuovendo e promuoveranno le seguenti attività:

  • incontri informativi sulle opportunità di finanziamento integrati anche da incontri face to face con esperti per discutere dei singoli progetti di sviluppo dei giovani;
  • progettazione e realizzazione di corsi di formazione sulla base delle esigenze espresse dalle OOPP giovanili;
  • premiazione e divulgazione di buone prassi raccolte con il concorso nazionale “Nuovi Fattori di Successo” da parte di imprese condotte da giovani agricoltori evidenziando gli elementi vincenti delle imprese vincitrici;
  • animazione e promozione della Comunità di Pratica YOURuralNET indirizzata a informare i giovani sulle opportunità a loro indirizzate, a rispondere ad eventuali domande ed a creare un network tra i giovani utilizzando uno strumento ed un linguaggio a loro vicini;
  • indagine sulla percezione delle aree rurali da parte dei giovani frequentanti l’ultimo biennio delle superiori ed il primo anno delle Università (al progetto promosso dall’Italia hanno aderito altre otto reti europee);
  • progetto Rural4Youth indirizzato a coinvolgere giovani universitari nella realizzazione, con il supporto dei docenti, di elaborati (video o foto e brevi testi) che documentino il paesaggio rurale italiano e le sue trasformazioni nel corso del tempo.

 

Riferimenti

Rete Rurale Nazionale (2011), Le potenzialità del subentro in agricoltura su scala familiare in italia, Giovani ‐ MiPAAF COSVIR V, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Roma. Disponibile al seguente [link].

 

Note

(1) Le prime tre risposte sono state ponderate con i seguenti pesi: peso pari ad 1 per il primo fattore in termini di importanza; peso pari a 0,5 per il secondo fattore in termini di importanza; peso pari a 0,25 per il terzo fattore in termini di importanza. 

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