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Periodico registrato presso il Tribunale di Ancona n. 13 del 10 maggio 2012

ISSN: 2280-756X

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Il supporto dell’Osservatorio Agroalimentare delle Marche per la prossima programmazione

Sabrina Speciale
Regione Marche

Agrimarcheuropa, n. 0, Dicembre, 2011

L’Osservatorio agroalimentare delle Marche nasce come funzione all’interno del servizio agricoltura forestazione e pesca per promuovere studi e ricerche a supporto della attività di programmazione, divulgarli e promuovere un confronto con l’università e il mondo della ricerca.
L’utilità dell’Osservatorio quindi dipende da due presupposti di base: che il Servizio Agricoltura debba svolgere attività programmazione, e che per fare buona programmazione sia necessario un supporto scientifico.
Il primo  presupposto permane per il prossimo periodo 2014-2020 di programmazione dei fondi comunitari in quanto i regolamenti proposti dalla Commissione Europea lo scorso ottobre mantengono l’impostazione precedente di una politica di sviluppo rurale finanziata dal fondo FEASR. In Italia tale programmazione è in capo agli enti regionali, cui la Costituzione assegna la competenza esclusiva in materia di agricoltura, responsabili della elaborazione e attuazione dei Programmi di Sviluppo Rurale. Nell’attuale fase congiunturale di progressivo e ingente taglio dei trasferimenti statali alle amministrazioni regionali, inoltre, il Programma di Sviluppo Rurale rappresenta di gran lunga il più importante strumento di programmazione di interventi regionali per il settore agroalimentare e lo sviluppo rurale.
Il secondo presupposto, ossia che “per fare buona programmazione sia necessario un supporto scientifico” viene in effetti rafforzato dall’impostazione strategica comunitaria di seguito schematizzata:

 

 Sono quindi previsti:

  • un Quadro Strategico Comune, definito dalla  Commissione UE che stabilirà per ogni fondo, compreso il FEASR, le azioni chiave per il raggiungimento degli obiettivi tematici generali (1) connessi alla strategia Europa 2020;
  • un contratto di partenariato plurifondo, che sarà concertato e poi approvato dalla  Commissione Europea, in cui ciascuno Stato Membro definisce la sua strategia, le priorità e gli strumenti per perseguire gli obiettivi tematici generali attraverso  un approccio integrato sostenuto da tutti i Fondi (2) e da tutti i programmi. Gli impegni di ciascun Stato Membro si devono tradurre, per ogni priorità, in risultati attesi quantificati, per ciascuno dei quali va indicato il livello obiettivo finale al 2022 e le cosiddette “tappe fondamentali” o milestones cioè gli obiettivi intermedi che si impegna a raggiungere al 2016 e al 2018. Il raggiungimento o meno di questi traguardi è determinante  per l’assegnazione di una riserva di efficacia ed efficienza pari al 5% delle risorse assegnate e può comportare anche la sospensione dei pagamenti;
  • programmi operativi: nello specifico il Programma di Sviluppo Rurale dovrà perseguire le priorità dell’Unione Europea in materia di sviluppo rurale (3) e analogamente al contratto di partenariato dovrà stabilire obiettivi finali e intermedi quantificati sulla base dei quali verrà giudicato e “premiato” o “punito”.

Questa impostazione strategica comunitaria rende molto più complessa l’attività di programmazione per il periodo 2014-2020 per almeno 3 ordini di ragioni.
In primo luogo, viene rafforzata la necessità di integrazione tra politiche.
In secondo luogo, risulta confermato e rafforzato il ruolo dello sviluppo rurale nel perseguire, oltre che la competitività del settore agroalimentare e forestale, anche finalità di carattere ambientale e sociale il che comporta, per l’ente programmatore, la necessità di individuare quei comportamenti e interventi in capo alle imprese agricole e non da sostenere, per massimizzare la loro efficacia in termini di gestione delle risorse naturali (acqua, suolo), riduzione delle emissioni di carbonio, tutela della biodiversità e del paesaggio, utilizzo di fonti di energia rinnovabili ma anche di integrazione sociale, sviluppo locale.
Infine, viene richiesta una programmazione orientata a risultati misurabili e verificabili. Ciò comporta per l’ente programmatore la necessità di tradurre gli obiettivi in traguardi misurabili, economici (maggiore redditività, crescita occupazione, ecc.), ambientali (riduzione di emissioni, miglioramento della biodiversità, ecc.), sociali, e la capacità di identificare e quantificare i risultati  degli interventi finanziati attraverso indicatori oggettivi e numerici in grado di misurare il graduale raggiungimento dei traguardi in una chiara relazione di causa-effetto.
Per lo specifico ambito dello sviluppo rurale inoltre il regolamento sembra riconfermare l’impostazione del precedente periodo di programmazione sui contenuti del PSR (valutazione ex ante, analisi del contesto SWOT, strategia, misure, complementarietà con gli altri Fondi, ecc.) ma ne aggiunge anche di nuovi come la valutazione delle precondizioni  di sistema, ossia la lista delle cosiddette “condizionalità ex ante” (per lo più riferite a obblighi e direttive europee) che devono essere presenti in partenza nel sistema nazionale e/o regionale perché il programma sia approvato e che dovrebbero garantire l’efficacia degli investimenti cofinanziati.
In questo contesto di crescente complessità il supporto scientifico risulta particolarmente importante, ancor prima della fase di elaborazione dei programmi, anche per un’analisi critica delle proposte di regolamento e per valutarne le possibili ricadute sul contesto regionale. Si è appena avviato infatti il negoziato tra Stati Membri e Commissione Europea e tra questa e le altre istituzioni comunitarie, in primis il Parlamento, sui testi dei regolamenti, che pertanto potrebbero subire modifiche anche sostanziali.
Alla luce di questi presupposti le principali attività che l’Osservatorio sarà chiamato a svolgere nei prossimi mesi saranno:

  • l’analisi del contesto regionale, non solo agricolo e rurale, dei suoi fabbisogni e delle sua opportunità;
  • la valorizzazione degli apporti del mondo accademico e degli operatori del settore;
  • l’integrazione dei dati, informazioni e analisi elaborati da altri Servizi e Osservatori regionali;
  • il supporto al valutatore indipendente nell’elaborazione della valutazione ex ante del programma.

Tali attività saranno svolte dall’Osservatorio agroalimentare utilizzando degli strumenti ormai consolidati e attivati nell’ambito della convenzione Regione Marche-Istituto Nazionale di Economia Agraria. Il primo è l’elaborazione del Rapporto annuale sull’agricoltura e l’agroalimentare marchigiano che offre un quadro completo del mondo agricolo e rurale marchigiano secondo uno schema di analisi stabile che tuttavia viene di volta in volta adeguato alle dinamiche delle esigenze conoscitive. Nell’ultimo volume pubblicato, ad esempio, considerato il crescente ruolo di tutela dell’ambiente affidato dall’Unione Europea al settore agricolo e ai suoi operatori, che si è tradotto nel 2009 nell’introduzione di 4 nuove “sfide ambientali” della politica agricola comune, è presente un approfondimento sulle opportunità di sviluppo nelle Marche delle agro-energie. Il prossimo Rapporto  Annuale certamente valorizzerà la disponibilità dei dati del censimento agricoltura 2010 per effettuare un’analisi dell'evoluzione di lungo periodo dell’agricoltura regionale e le sue prospettive.
Sempre con il supporto tecnico scientifico di INEA sarà implementata la definizione e quantificazione del complesso quadro degli indicatori di contesto e dell’analisi SWOT, con riguardo in particolare al settore agroalimentare e al contesto rurale, e realizzati quegli approfondimenti tematici che risulteranno prioritari in base all’evoluzione del quadro di riferimento comunitario (priorità- programmi tematici- obiettivi) e alle indicazioni che scaturiranno dal confronto in ambito nazionale e regionale.
Lo sviluppo di un’analisi dei fabbisogni, delle aspettative e delle opportunità del contesto marchigiano è particolarmente rilevante per riuscire nell’intento di conciliare la visione “alta” che deriva dalle norme comunitarie alla realtà locale e quindi programmare degli interventi il più possibile vicini alle esigenze regionali.
Per questo motivo, accanto agli strumenti consolidati di cui sopra, il nuovo strumento Agrimarcheuropa avviato dall’Osservatorio mira ad alimentare il dibattito del mondo  accademico, delle parti sociali-istituzioni e stakeholders marchigiani per individuare i temi e gli aspetti più cruciali per il futuro del settore agricolo e agroalimentare regionale secondo un’impostazione dinamica e aperta agli stimoli esterni, compresi quelli del mondo extra agricolo.
Oltre a queste attività realizzate in collaborazione con INEA l’osservatorio agroalimentare implementerà lo scambio di dati, informazioni e studi con gli altri servizi e osservatori regionali per valorizzare il patrimonio conoscitivo dell’amministrazione e per la necessaria interrelazione delle attività di analisi e programmazione dello sviluppo rurale con quelle afferenti gli altri ambiti di programmazione ad esso più vicini (ambiente, sviluppo territoriale, turismo ecc.).

 

Note 

(1) La bozza di Regolamento COM(2011) 615 del 6/10/2011 all’art. 9 individua 11 obiettivi tematici.
(2) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Fondo di Coesione, Fondo Sociale Europeo, Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca.
(3) La bozza di Regolamento COM(2011) 6257/3 del 12/10/2011 all’art. 5 individua 6 priorità così sintetizzabili: 1) conoscenza e innovazione; 2) competitività; 3) filiere e gestione del rischio; 4) ecosistemi; 5) uso efficiente di risorse - energia e clima; 6) inclusione sociale e sviluppo zone rurali.

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